Durata batteria notebook: come misurarla e come aumentarla

Durata batteria notebook: come misurarla e come aumentarla

Nell’era digitale in costante crescita nella quale viviamo, molto spesso si finisce a lavorare per ore davanti allo schermo di un computer. La scelta di un pc, quindi, dev’essere effettuata considerando fattori come la RAM, il processore, la memoria ma anche e soprattutto l’autonomia.

Nella scelta del miglior notebook adatto alle vostre esigenze, infatti, la durata della batteria della macchina è uno di quei fattori di spicco che non possono essere affatto ignorati. Stimare l’autonomia di un dispositivo permette di avere un’idea del corso temporale del computer, potendola confrontare poi con le proprie esigenze.

Un pc portatile con una lunga autonomia, ad esempio, sarebbe perfetto per chi viaggia molto o lavora spesso all’aperto, e così via. In questo articolo scopriremo quindi come misurare la durata della batteria del portatile e, soprattutto, come aumentarla.

Come misurare la durata della batteria

L’autonomia di un laptop, solitamente, viene indicata sul manuale stesso del prodotto, magari anche sulla scheda informativa fornita al momento dell’acquisto. Questa è una specifica di stampo relativo, che ci aiuta a comprendere per linee generali quanto dura la batteria di quel preciso dispositivo.

Le indicazioni di fabbrica, però, non sono sempre precise: per questo motivo, prima di acquistare un pc portatile, si fa sempre riferimento ad una formula specifica che tiene conto del wattora stesso della batteria.

MacBook mentre viene ricaricato

La formula in questione è: wattora/watt, in cui i watt sono determinati dal consumo effettivo a cui viene sottoposto il portatile.

A questo punto è sotto gli occhi di tutti che la durata della batteria dipenda strettamente dai watt che si consumano.

Ovviamente si tratta di dati che derivano principalmente dall’uso che fate del vostro notebook: giocare a 60 FPS in FHD consumerà sicuramente più watt rispetto alla visione di un film offline stoccato su un HDD esterno.

Facendo un esempio pratico: con una batteria da 100 Wh e un consumo pari a 15 o 20 W (consumi medi, con diverse pagine web aperte in contemporanea), la formula sarà: 100Wh/15 e 100Wh/20. In questo caso, quindi, l’autonomia della batteria sarà di circa 7-5 ore di fila.

È chiaro che si tratta comunque di un conto approssimativo, poiché non tenente conto di ipotetici sbalzi di tensione e cariche incomplete, che possono compromettere le prestazioni energetiche.

Altro piccolo dettaglio è il fatto che non tutti i produttori di notebook indicano i wattora della batteria. Questo potrebbe costituire un piccolo problema ma sono diverse le soluzioni al dilemma, molte di queste anche a portata di click.

Spesso infatti, i wattora della batteria vengono espressi in mAh. Basterà quindi utilizzare un semplice convertitore online per trasformare gli mAh in Wh.

Ora che sappiamo come stimare l’autonomia di un computer, è giunto il momento di scoprire come aumentarla.

Come aumentare la durata della batteria del portatile

Monitor notebook alla massima luminosità

Una volta acquistato il portatile nuovo, può capitare che con il tempo la macchina perda la propria autonomia. Un affaticamento della batteria è cosa frequente e del tutto normale, per cui potrebbe rendersi necessario aumentarne la capacità.

È chiaro che aumentare le prestazioni della batteria è possibile anche su un pc nuovo di conio, per cui i consigli che seguiranno sono da intendersi per entrambi i casi.

Mantenere il livello energetico costante nel corso del tempo non è affatto complesso; si tratta perlopiù di piccoli accorgimenti che mantengono la salute della batteria su livelli buoni, in maniera tale da non affaticare troppo la stessa nei momenti di carico:

  • Il primo consiglio riguarda sicuramente il livello di luminosità dello schermo. Nonostante possa sembrare alquanto superfluo, il livello di energia consumato a schermo illuminato è ben maggiore di quanto sembri, consumando più velocemente la batteria. Bisogna quindi mantenere il livello di luminosità poco sotto la metà, oppure attivare la funzione di bilanciamento energetico automatico per una luminosità che si adatti all’ambiente che ci circonda. Tenete presente che, al momento del primo avvio, la luminosità è pre-impostata su un livello di consumo medio;
  • Assicurarsi di avere il giusto quantitativo di RAM è importante per essere sicuri di non stressare la macchina anche nei momenti di calma o di uso non eccessivo. Molti notebook, infatti, soffrono per la mancanza del giusto livello di memoria RAM, e faticano anche per le operazioni più basiche. Aumentare la RAM anche di soli 4-8 GB può fare la differenza, sia per la velocità complessiva di esecuzione che per la salute della vostra batteria, che faticherà molto meno;
  • Tenere spenti la connessione Wi-Fi e il Bluetooth è un’azione parsimoniosa che mantiene fresca la batteria. Essendo piccoli plus che sfruttano la connessione senza fili, infatti, Bluetooth e Wi-Fi tendono a surriscaldare la batteria velocemente, consumandone non solo la carica ma anche la salute. Tenere spenti questi dispositivi quando non servono previene i consumi e aumenta la durata;
  • Per alleggerire il carico sostenuto dalla batteria potete anche sostituire un hard disk con un ssd. Questi ultimi, infatti, sono banchi di memoria veloci e performanti, sicuramente più leggeri da gestire sia per la batteria che da elaborare per la RAM. Con un SSD, quindi, si fa in modo che la batteria non soffra dei lunghi caricamenti, aumentando al contempo anche la velocità di scrittura e dei dati;
  • Ultima, ma non per importanza, disattivare i programmi all’avvio è un’altra azione diretta che si può compiere per aumentare la durata della batteria. Sono tantissimi, infatti, i programmi e le funzioni che rimangono attive in background fin dall’accensione del portatile. Molti di questi programmi però, sono parecchio inutili e spesso anche molto pesanti.

    Per conoscere quali sono i programmi che partono all’avvio del computer (Windows) vi basterà andare su Gestione Attività (CTRL+ALT+CANC) cliccare su “più dettagli” e visualizzare la scheda “Avvio“. Qui troverete la lista completa dei programmi che rimangono attivi fin dall’avvio della vostra macchina. Vi basterà quindi selezionare le applicazioni che non vi interessano e poi cliccare su “Disabilita” dal menù.

    Su MacOs il processo per disabilitare gli eseguibili all’avvio è molto simile. Basta cercare la scheda “Preferenze di Sistema” e, in corrispondenza del proprio utente in “Utenti e Gruppi”, selezionare la voce “Elementi Login“. Il procedimento quindi diventa simile a quanto detto per Windows: selezionare i programmi indesiderati e disabilitarli tramite il tasto “-“.

Adesso conoscete tutti i principali metodi per calcolare la durata della batteria e aumentarne la capacità qualora fosse necessario.

In linea di massima, per mantenere una batteria performante sul lungo termine, l’importante è non stressarla troppo con processi pesanti, o fare in modo che tali processi siano efficientemente gestiti da RAM e SSD.